“Pasta cu Cacio e l’Ova” – Antenata della frittata/cacio e uova
Nel Medioevo la carne scarseggiava, ma a Carnevale si rompevano gli schemi.
Uno dei piatti festivi era la pasta condita con formaggi grassi, uova e pepe, antenata della carbonara e delle frittate siciliane contadine.
La Sicilia medievale (XI–XIV secolo) era un crocevia straordinario: Arabi, Normanni, Svevi e Aragonesi hanno modellato la sua cultura culinaria.
La pasta – già introdotta dagli Arabi – diventa un alimento diffuso soprattutto dalla corte normanna in poi.
Questo piatto compare nei ricettari monastici dell’epoca, ed èra un piatto “di lusso” medievale, consumato soprattutto a Carnevale. I motivi erano tanti perché, il pecorino siciliano era prezioso: produrlo richiedeva tempo e ovini, e quindi veniva portato in tavola nei giorni solenni. Le uova erano simbolo di rinascita e abbondanza ed erano un cibo “ricco”, non ordinario, inoltre a Carnevale se ne consumavano tante perché prima della Quaresima veniva imposto il divieto di mangiare uova, latte e latticini (dies prohibiti). Il pepe era un lusso e veniva ostentato. Nel XIII secolo il pepe valeva più dell’oro.
Una spolverata di pepe su un piatto significava: Qui c’è ricchezza. Per questo, nei banchetti carnevaleschi la pasta veniva condita con uova, formaggi e pepe: un vero atto di ostentazione.
Ingredienti (storici e moderni):
- Pasta fresca (tagliatelle o “lasagnette”)
- 3 uova
- 150 g di pecorino siciliano fresco
- 50 g di pecorino stagionato
- Pepe nero (costosissimo e simbolo di festa)
- Burro o strutto
Preparazione:
- Cuoci la pasta.
- Sbatti le uova con pecorino fresco e stagionato.
- Condisci la pasta calda con burro/strutto e aggiungi il composto.
- Lascia che il calore rapprenda leggermente le uova.
- Pepe abbondante: nel Medioevo era status symbol!














